Siamo tutti figli di Dio?
Nonostante il titolo di questo articolo non ho nessuna
intenzione di parlare di religione, o di provare a dare una risposta a una
delle più antiche domande che l’essere umano si sia mai posto e cioè se esiste
un Dio.
Non lo so e a dire il vero in questo preciso istante non mi interessa.
Il mio obiettivo oggi è un altro.
Vorrei proporti un ragionamento semplice e chiaro. Ma per
fare questo ho bisogno di creare un presupposto.
Vorrei che per un istante facessimo finta di avere una certezza.
“Siamo tutti figli di Dio”. Non importa quale Dio, non mi riferisco al Dio
descritto dalla Bibbia o un altro a tua scelta tra le migliaia di possibili
culti esistenti.
Quello che intendo è che siamo tutti figli di un essere che
ci ha generati, ha costruito un mondo dove permetterci di vivere e ci tratta e
ci guarda esattamente come un genitore fa con un figlio.
So che non c’è certezza, ma, anche solo per un istante,
vorrei che avessi “fede” in questo.
Ora, la domanda è semplice. Cosa desidera un genitore per un
figlio? Salute, successo, serenità e tante altre emozioni meravigliose.
Insomma, alla fine dei conti, desidera e spera che sia felice! Non conosco un
genitore che abbia preso in braccio per la prima volta il suo bambino o la sua
bambina poco dopo il parto e abbia pensato o detto: “Speriamo proprio che abbia
una vita di merda!“
Credo che sia normale che un genitore metta al mondo un
figlio con la speranza di dargli un meraviglioso futuro.
Moltissimi genitori lavorano sodo tutta la giornata e tutta
la vita per poter dare più opportunità ai loro figli, per farli studiare, per
fargli avere un esistenza ancora migliore di quella che hanno avuto loro.
Credo che su questo, che nulla supera l’amore che un
genitore prova per il figlio, si possa essere tutti d’accordo.
Ora, se è vero che siamo figli di Dio penso che anche lui,
in qualità di genitore, abbia l’intenzione di dare la possibilità a propri
figli di avere un futuro felice. Il Dio di cui sto parlando è anche molto
facilitato in questo compito perché ha potuto creare il mondo in cui farli
vivere curando ogni dettaglio.
Sono convinto quindi che il mondo che ha creato sia fatto
apposta per poter essere utilizzato dai propri pargoli per vivere felici!
Eppure spesso capita di parlare con persone tristi,
infelici, arrabbiate, frustrate e viene da chiedersi se abbiamo davvero capito
il senso del mondo e delle opportunità che questo “grande papà” ci ha fornito…
Non so davvero se esiste un Dio, ma scelgo di avere “fede”.
Credere che ciò che ho appena scritto sia effettivamente vero e interpretare la
vita come un dono fatto da un dolce padre al suo adorato figlio. Guardare la
realtà cercando di trovare i modi in cui Egli ha cercato di donarci una
felicità possibile, vorrei quasi dire… semplice.
Ho iniziato quindi a chiedermi come, al suo posto, da
genitore, avrei creato il mondo. E alla fine penso che avrei voluto un parco
giochi per bimbi dove ognuno, nato come una pagina bianca tutta da scrivere,
avesse la possibilità di decidere cosa fare, come divertirsi; scegliere i
propri amichetti con cui passare il tempo, la bambina con cui nascondersi
dietro lo scivolo a giocare al dottore… E mi sono detto che alla fine, non è
proprio così il mondo? Non è in fondo un luogo dove, una volta nato e
cresciuto, puoi scegliere che cosa fare, a che gioco giocare, dove puoi
scegliere le persone da avere accanto, a cui volere bene, dove puoi trovare la
donna o l’uomo con cui giocheresti al dottore per sempre…?
Lo so è solo una delle possibili interpretazioni, ma è la
mia e allora… scelgo di “credere”.
Scelgo di credere che il mondo sia il nostro parco giochi
costruito da papà, e se non ci si sta divertendo, forse si deve solo cambiare
giostra o amicizie, ambiente o partner o più probabilmente percezione. Rendersi
conto che non si sta al parco giochi col muso lungo a lamentarsi e a rompere le
scatole. Si corre, si gioca, si fa amicizia, ci si innamora; in fondo… si vive.
Molte persone potrebbero dirmi che però nella vita, quella
vera, ci si fa male, accadono cose brutte. Beh, anche al parco puoi cadere,
battere la faccia alla fine dello scivolo. Quindi? Che fai? Torni a casa
piangendo o dopo una spolverata continui a giocare? Questo dipende solo da te,
da te e nessun altro…










