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YT Group

lunedì 12 marzo 2012

"Siamo tutti figli di Dio?" di Giacomo Navone


Siamo tutti figli di Dio?

Nonostante il titolo di questo articolo non ho nessuna intenzione di parlare di religione, o di provare a dare una risposta a una delle più antiche domande che l’essere umano si sia mai posto e cioè se esiste un Dio.

 Non lo so e a dire il vero in questo preciso istante non mi interessa. Il mio obiettivo oggi è un altro.
Vorrei proporti un ragionamento semplice e chiaro. Ma per fare questo ho bisogno di creare un presupposto.


Vorrei che per un istante facessimo finta di avere una certezza. “Siamo tutti figli di Dio”. Non importa quale Dio, non mi riferisco al Dio descritto dalla Bibbia o un altro a tua scelta tra le migliaia di possibili culti esistenti.



Quello che intendo è che siamo tutti figli di un essere che ci ha generati, ha costruito un mondo dove permetterci di vivere e ci tratta e ci guarda esattamente come un genitore fa con un figlio.
So che non c’è certezza, ma, anche solo per un istante, vorrei che avessi “fede” in questo.

Ora, la domanda è semplice. Cosa desidera un genitore per un figlio? Salute, successo, serenità e tante altre emozioni meravigliose. Insomma, alla fine dei conti, desidera e spera che sia felice! Non conosco un genitore che abbia preso in braccio per la prima volta il suo bambino o la sua bambina poco dopo il parto e abbia pensato o detto: “Speriamo proprio che abbia una vita di merda!“

Credo che sia normale che un genitore metta al mondo un figlio con la speranza di dargli un meraviglioso futuro.
Moltissimi genitori lavorano sodo tutta la giornata e tutta la vita per poter dare più opportunità ai loro figli, per farli studiare, per fargli avere un esistenza ancora migliore di quella che hanno avuto loro.
Credo che su questo, che nulla supera l’amore che un genitore prova per il figlio, si possa essere tutti d’accordo.

Ora, se è vero che siamo figli di Dio penso che anche lui, in qualità di genitore, abbia l’intenzione di dare la possibilità a propri figli di avere un futuro felice. Il Dio di cui sto parlando è anche molto facilitato in questo compito perché ha potuto creare il mondo in cui farli vivere curando ogni dettaglio.
Sono convinto quindi che il mondo che ha creato sia fatto apposta per poter essere utilizzato dai propri pargoli per vivere felici!

Eppure spesso capita di parlare con persone tristi, infelici, arrabbiate, frustrate e viene da chiedersi se abbiamo davvero capito il senso del mondo e delle opportunità che questo “grande papà” ci ha fornito…
Non so davvero se esiste un Dio, ma scelgo di avere “fede”. Credere che ciò che ho appena scritto sia effettivamente vero e interpretare la vita come un dono fatto da un dolce padre al suo adorato figlio. Guardare la realtà cercando di trovare i modi in cui Egli ha cercato di donarci una felicità possibile, vorrei quasi dire… semplice.

Ho iniziato quindi a chiedermi come, al suo posto, da genitore, avrei creato il mondo. E alla fine penso che avrei voluto un parco giochi per bimbi dove ognuno, nato come una pagina bianca tutta da scrivere, avesse la possibilità di decidere cosa fare, come divertirsi; scegliere i propri amichetti con cui passare il tempo, la bambina con cui nascondersi dietro lo scivolo a giocare al dottore… E mi sono detto che alla fine, non è proprio così il mondo? Non è in fondo un luogo dove, una volta nato e cresciuto, puoi scegliere che cosa fare, a che gioco giocare, dove puoi scegliere le persone da avere accanto, a cui volere bene, dove puoi trovare la donna o l’uomo con cui giocheresti al dottore per sempre…?
Lo so è solo una delle possibili interpretazioni, ma è la mia e allora… scelgo di “credere”.

Scelgo di credere che il mondo sia il nostro parco giochi costruito da papà, e se non ci si sta divertendo, forse si deve solo cambiare giostra o amicizie, ambiente o partner o più probabilmente percezione. Rendersi conto che non si sta al parco giochi col muso lungo a lamentarsi e a rompere le scatole. Si corre, si gioca, si fa amicizia, ci si innamora; in fondo… si vive.

Molte persone potrebbero dirmi che però nella vita, quella vera, ci si fa male, accadono cose brutte. Beh, anche al parco puoi cadere, battere la faccia alla fine dello scivolo. Quindi? Che fai? Torni a casa piangendo o dopo una spolverata continui a giocare? Questo dipende solo da te, da te e nessun altro…

lunedì 6 febbraio 2012

Memoria e Saggezza... Massimo De Donno



Prova a chiedere a un gruppo di neolaureati di spiegare quale sia il motivo dell’alternarsi delle stagioni?
Puoi immaginare che nell’arco di 20-25 anni di studio queste persone non abbiano mai sentito parlare di questi argomenti? Eppure ho notato personalmente che la stragrande maggioranza delle persone non è in grado di rispondere correttamente…

Ripensa all’ultimo anno di scuola o di università; quell’anno per cui tu, o i tuoi genitori, o lo Stato, probabilmente avete investito duramente, e domandati quanto di quello che hai studiato ricordi oggi, quanto ricorderai fra un anno, fra dieci?

Scommetto che vuoi indietro i tuoi soldi! E cosa dire del tempo speso?

Prendi un libro in mano, uno di quelli che hai letto nell’ultimo anno… Quali parti ricordi ancora?


Non credere di essere un cattivo lettore, è un’esperienza che accomuna sempre più persone: più leggiamo, più dimentichiamo.

Passiamo la parte migliore della nostra vita a istruirci in scuole dove ci riempiono la testa di nozioni, date storiche, termini complessi, concetti, teorie, sapendo perfettamente che da adulti solo una parte microscopica di tutto questo ancora ci apparterrà. E nessuno trova questo aspetto particolarmente strano, scandaloso o assurdo, semplicemente perché è la normalità!

Forse davvero siamo preda di una dilagante epidemia di amnesia, ma dimenticare nel nostro caso non è la malattia, è il sintomo di una vita vissuta a due dimensioni, perché non c’è il tempo di andare in profondità e assorbire il succo di ciò che viviamo, sentiamo, leggiamo, gustiamo.

Una parte della mia attività consiste nell’insegnare alle persone come usare al meglio la memoria, come ricordare con facilità e a lungo qualsiasi informazione, come apprendere in modo efficace, e ovviamente mi sono allenato a lungo in quest’arte.
Anche nel mio caso “tutto è cominciato con un semplice corso di memoria”…
(il riferimento a personaggi importanti è puramente ricercato!)

Indagare l’antica arte della memoria, viva da più di 2000 anni, mi ha permesso di comprendere il vero valore del ricordare: non c’è apprendimento senza memoria, non c’è possibilità di integrare nuove informazioni, di capirne la portata, il significato, la relazione con altri concetti. Senza memoria non c’è tempo, non c’è passato, non c’è futuro.  E così come non ha senso vivere senza lasciare una traccia, così non ha senso vivere senza che nulla di ciò che viviamo lasci una traccia dentro di noi.

Se non c’è memoria non c’è saggezza.

Non so se si tratti di una caratteristica della nostra società, ma molte persone si lamentano di una crescente incapacità a concentrare il proprio focus, a ritagliarsi il giusto tempo per andare in profondità (da un semplice argomento di studio a una relazione con un altro essere umano), e a profondere impegno straordinario per i propri sogni. Focus, tempo e impegno però sono risorse fondamentali da gestire anche per ricordare. E infatti l’amnesia dilaga.
Ma non è sempre stato così! Una volta non c’era altro da fare coi propri pensieri che ricordarseli! Non c’era la carta per scriverli, non c’era nemmeno l’alfabeto! O nella memoria o persi per sempre. Ogni storia che valesse la pena di essere raccontata una seconda volta, ogni idea che valesse la pena di essere trasferita ai posteri, ogni santo pezzo di informazione importante andava prima di tutto ben memorizzato. E per quanto possa sembrare incredibile esisteva una tecnologia efficacissima per poter far questo senza ausilio di memorie esterne, ma semplicemente grazie all’uso delle immagini, delle associazioni e della creatività… Questa tecnologia è ancora oggi disponibile, evoluta e arricchita…. informati!
Oggi abbiamo Internet, e difficilmente di un argomento dobbiamo sapere più di alcune parole di ricerca per poterne avere un’idea nell’arco di pochi minuti. Stiamo soppiantando la nostra memoria naturale con una esterna fatta di circuiti e dischi fissi. Stiamo dimenticando come memorizzare. Salviamo i nostri ricordi, idee, storie, immagini, ma perdiamo la nostra memoria.  Come si fa a non capire la gravità delle possibili conseguenze?
Non mi fraintendere, non sto urlando contro la tecnologia! Né penso che fosse meglio vivere in un’epoca dove i libri non esistevano o erano un tesoro per pochi. Anzi! A oggi, anche se non conosciamo praticamente nulla della stragrande maggioranza delle informazioni a cui si può accedere attraverso Google, il fatto che POSSIAMO consultarle molto facilmente è straordinariamente potenziante e sta cambiando il nostro approccio alla conoscenza.  Immagino un giorno in cui magari attraverso un piccolo impianto nella corteccia si potrà accedere istantaneamente, gratuitamente, a una memoria esterna condivisa, in cui è possibile trovare esattamente quello che stai cercando! Magari in un futuro neanche troppo lontano riusciremo a fondere la nostra memoria interna con quella esterna e possederemo un’infinita conoscenza.
Eppure apprendere, ragionare e creare sono attività che né Internet, nè Google, né Siri può fare! Chi usa bene il proprio cervello sì! Ecco perché è sempre più importante investire su quest’aspetto nella propria vita, e se non vuoi metterci troppo tempo a diventare un fenomeno, puoi sempre leggere il libro che ho scritto insieme a Giacomo Navone: Genio in 21 giorni, edito da Sperling.
Come ti dicevo una parte della mia attività consiste nell’aiutare le persone a migliorare i propri risultati nell’apprendimento, ed è nato tutto da un corso di memoria, che mi ha insegnato fra le tante cose che la conoscenza non è saggezza. 

Non basta sapere, bisogna saper fare, e applicare ciò che si sa! 

lunedì 21 novembre 2011

Perchè si sbadiglia?

Perchè sbadigliamo? Stanchezza? Noia? Forse ! O forse per "raffreddare" il nostro cervello! O almeno è quello che presuppogono gli scienziati della School of Dentistry della University of Maryland di Baltimora che hanno condotto questa ricerca.

La ricerca suppone che lo sbadiglio permetta, tramite l'espansione e la contrazione a soffietto delle pareti del seno mascellare, di immettere aria nel cervello per abbassarne la temperatura e permetterci di essere vigili e attenti.

Gli studi dimostrano infatti, che la temperatura cerebrale si innalza un'istante prima dello sbadiglio per poi abbassarsi gradualmente dopo ritornando alla temperatura originale.

Questo meccanismo suggerisce quindi che sbadigliare sia un meccanismo innescato da un'innalzamento di temperatura cerebrale.



Ma voi lo sapevate che il ghepardo sbadiglia prima di partire all'attacco di una preda? Un pò come se volesse incamerare quanto più ossigeno possibile in vista del grande sforzo fisico!

Sicuramente sapete anche che sbadigliare è contagioso! C'è una grande probabilità che molti di voi, leggendo questo articolo abbiano sbadigliato anche più di una volta! Curioso eh?

venerdì 11 novembre 2011

Quando la formazione arriva nello sport



Questa sera su Rai sport 2 alle 22:30 si disputerà al Palasport "Le Cupole" l'incontro per il titolo Italiano dei pesi piuma.
I due sfidanti sono Benoit Manno e Luigi Mantegna che si affronteranno sul ring per il titolo.

Come ogni sportivo sa bene,per quanto siano requisiti fondamentali non sono solo l'allenamento e il talento a fare la differenza in un match.
Lo sport, sia agonistico che dilettantistico prevede la compresenza di aspetti tecnici, tattici, fisici e, non ultimi, psicologici.

"Ma può la mente aiutare a vincere in una prestazione sportiva?"

La risposta è si.

E non si tratta di pensare positivo. Si tratta di arrivare all'incontro, al match, alla partita mentalmente pronti.
Mentalmente lucidi. Di sgombrare la mente dai pensieri come "non ce la posso fare" o "non so se ci riesco" che tolgono l'attenzione da quello che è l'obiettivo ultimo. La vittoria.

Non esistono match uguali ad altri. Come non esistono sfidanti uguali. Ed è qui che entra in gioco la persona, la testa. Bisogna avere la capacità di adattarsi agli imprevisti, di reagire ai colpi non solo con il corpo ma con tutto il resto.

La preparazione mentale tocca questi e molti altri aspetti dell'allenamento di uno sportivo.

E sono molti gli atleti che credono fortemente che l'allenamento fisico sia importante tanto quanto quello mentale.
E ancora prima di loro sono molti gli studi riguardo a questo :

“Attention” Handbook of Research in Sport Psychology" - Macmillan
“Issues in the Measurement of Attention” Advances in Sport and Exercise Psychology Measurement - Morgantown, WV:Fitness Information Technology
“On the Fragility of Skilled Performance: What Governs
Choking Under Pressure?” Journal of Experimental Psychology
Sport and Exercise Psychology:Psychology Press/Routledge

E questa sera, Your Trainers Group e Luca Lorenzoni saranno presenti all'incontro a tifare per Benoit.
E non solo a tifare.
Infatti, da diverse settimane, Benoit Manno ha affidato la propria "preparazione mentale" per questo importantissimo match, a Luca Lorenzoni (per approfondimenti visita ytcoach)

Non possiamo fare altro che fare un grande in bocca al lupo a Luca e Benoit! Noi ci saremo!

Per essere un campione bisogna avere testa. Serve sicuramente allenamento, serve spirito di sacrificio, ma questo vale poco senza saper come gestire emozionalmente i momenti decisivi”.Beppe Signori

"La fatica mentale frega, ti puoi allenare benissimo, ma se non stai bene di testa, non vinci. " Federica Pellegrini
"La mia mente è la più grande arma che ho a disposizione"
Tiger Woods



ytcoach

martedì 13 settembre 2011

Summer Camp, Gabicce Mare e Flash Mob!





Eccoci di ritorno dopo l'estate per iniziare un nuovo anno!
Your Trainers continua la sua crescita e i progetti per il futuro sono tantissimi e grandiosi!

Il nuovo anno con Your Trainers inizierà con la pubblicazione di DUE libri!

"SEMPLICEMENTE FELICE " di Luca Lorenzoni che sarà accompagnato da un Tour nelle maggiori città Italiane.

..e il libro del corso di tecniche di apprendimento "Your Magister", scritto da Massimo De Donno e Giacomo Navone, che si preannuncia di diventare il libro sulle memotecniche più diffuso in Italia!

Ma non finisce qui!

Ripartiranno i Tour Italiani dei corsi Your Target e Your Change!

Dato il grande numero di iscrizioni , il corso Your One sarà presente in due edizioni : ad Aprile e a Luglio!

Partiranno i vari corsi del PacchettONE iniziando con "Comunicazione Autentica" e proseguendo con "Relazione di coppia e Abbondanza".

Ma le novità non finiscono qui! I progetti di espansione Internazionale di Your Trainers si stanno concretizzando sempre di più e ora più che mai è il caso di dire che :

" In Italia e presto in Europa e nel Mondo il futuro della formazione ha un solo nome : Your Trainers Group"

E la nostra voglia di fare la differenza si è manifestata più che mai al Summer Camp, appuntamento fondamentale per i collaboratori e lo staff , che si tiene ogni anno a fine Agosto.

L'edizione del Summer Camp 2011 ha avuto come protagoniste 300 incredibili persone che in breve tempo hanno lasciato un segno nella piccola "Gabicce Mare".

E a testimonianza di ciò abbiamo pubblicato un video già disponibile su You Tube. Si tratta di un flash mob al quale tutta Your Trainers ha partecipato, coinvolgendo anche dei perfetti sconosciuti a fare qualcosa di divertente e fuori dal comune. Ballare al ritmo di una hit dell'estate nella piazza principale della città, fermando il traffico e bloccando per un momento la routine quotidiana di molte persone.

E questo non è altro che un sintomo della voglia e della capacità di ognuna delle persone che fanno parte di questa azienda di fare la differenza, di contagiare con entusiasmo e passione le persone che ci circondano, di far vedere un punto di vista differente, di avere la capacità di divertirsi, emozionarsi ed emozionare allo stesso tempo.

E a giudicare dalle loro reazioni (chi armato di fotocamera e chi di videocamera) gli abitanti e i turisti di Gabicce mare si ricorderanno di noi per molto molto tempo!



lunedì 25 luglio 2011

Your One 2011. Emozioni, magie e amicizia.. Serena Tabori




Ciao a tutti, il One è stata un’emozione incredibile che vibra sulla mia pelle ancora oggi e che probabilmente continuerà a vibrare fino ad Aprile, quando saremo pronti per una nuova magia, perché l’unica parola per descrivere quei meravigliosi 4 giorni è MAGIA, pura e semplice, di quelle che rimani a guardare il mago che la sta facendo a bocca aperta e non riesci nemmeno a chiederti come o cosa sta facendo, ma sei solo estasiato da quello che sta accadendo…
Io il One l’ho vissuto come non mai da protagonista e ogni volta che le cose andavano esattamente come dovevano era fantastico…
Tutti noi abbiamo sicuramente visto la finale dei mondiali 2006, abbiamo vissuto le emozioni, la tensione, la gioia, la meraviglia di condividere con le persone che ti erano accanto momenti meravigliosi che sapevamo avrebbero fatto la storia…
Per me il One è stato questo…una finale dei mondiali…quella finale dei mondiali…
Tutto l’anno è stato come vivere ognuno dei 90 minuti della partita, con alcuni intoppi che hanno portato l’altra squadra in vantaggio, l’albergo e la struttura in cui desideravamo lavorare non aveva gli spazi che ci aveva promesso e a pochissimi mesi dal One abbiamo dovuto cercare un altro hotel, abbiamo scommesso tornando nella stessa struttura dell’anno prima un po’ preoccupati per i problemi che avevamo avuto, ma abbiamo scelto di fidarci e di credere ancora una volta che nulla è a caso e che doveva evidentemente andare davvero così…e abbiamo pareggiato…1 a 1 con ancora un sacco di minuti da giocare…
La partita è stata equilibrata con una netta superiorità italiana, ma siamo arrivati ai tempi supplementari, l’ultimo mese e mezzo…in cui abbiamo voluto dare tutto quello che avevamo, scrivere il manuale pagina dopo pagina, la festa quando è arrivato vederlo davvero realizzato tra le mani con tutti quei palloncini colorati che noi sappiamo essere molto di più, i gadget che fanno di noi “un’azienda seria” grazie agli spunti presi dai corsi frequentati durante l’anno come Eker o Canfield per il desiderio di far vedere al mondo che noi siamo già parte dei grandi, le polo e le maglie bellissime con il logo sul cuore…mai punto più azzeccato…le telefonate per gli ultimi dettagli, l’aiuto di tutti gli istruttori e delle persone più vicine a loro per scoprire quanti davvero saremmo stati, scrivere ogni badge, ogni diplomino e sapere che quella persona migliorerà la sua vita e che tu stai contribuendo…insomma quell’ultimo sforzo per fare una magia perché sai che vale davvero la pena…
Poi siamo arrivati ai rigori…quei 4 giorni incredibili che abbiamo passato insieme, ogni cosa che andava bene era un rigore segnato, la segreteria veloce ed efficace, iniziare quasi in orario e poter far le cose con calma, le pause pranzo e cena veloci in cui si mangiava davvero bene (forse anche troppo!) grazie al catering che ci ha seguito, e proprio perché nulla è a caso scoprire che alcuni dei camerieri erano stati corsisti di Eker e senza aver visto nulla, solo sbirciando durante qualche parte di corso, ci hanno fatto i complimenti per come ci hanno visto lavorare, l’esercizio della famiglia, che ha richiesto il focus di ognuno dei presenti, la caduta della fiducia e l’importanza della squadra, quando davvero scopri che ogni membro è fondamentale a partire da chi si sta fidando, ad ognuna delle persone che formano il materasso, a chi teneva la testa, a chi teneva la sedia a chi da sotto guardava e mandava energia, ogni parte di sala maestralmente tenuta da Luca, Massimo, Giacomo, Chiara e Serena, che hanno dato tutto perché l’unico pensiero era essere il veicolo del cambiamento duraturo, la camminata e quel fantastico silenzio durato un’ora e mezza in totale connessione con il fuoco e con le persone al di là dei carboni…
E poi domenica l’ultimo rigore, Grosso in posizione con le persone sugli spalti in estasi…i tondini piegati, le mission in volo, l’ultimo esercizio…E in quel momento Grosso ha segnato e la sensazione più grande che mi porto via da quel giorno è che noi al One abbiamo vinto la nostra finale dei mondiali…
E da campionessa, stringendo quella coppa tra le mani, ma soprattutto nel cuore, voglio ringraziare chi ha compiuto con me questa magia…
Ad ognuna delle 450 sedute in quella sala, che si sono affidate, si sono messe in gioco e hanno scelto verso quali orizzonti portare la loro vita, grazie per gli sharing, grazie per i vostri sguardi, grazie perché eravate lì ed eravate voi!



Grazie a tutti gli istruttori che ci hanno creduto e ci credono ogni giorno, lavorare con voi è un’ONORE, perché la vostra più grande caratteristica è che non fate le persone di successo, voi SIETE ed incarnate costantemente la COERENZA con ciò che insegnate…grazie per la fiducia che avete in me, siete i miei pensieri felici e non ci sono persone al mondo diverse da voi con cui desidererei lavorare…
Grazie a Chiara e Serena, nelle difficoltà affrontate l’unica cosa che abbiamo potuto fare è crescere e farlo ancora una volta insieme, come da 6 anni a questa parte, perché ci siamo sempre una per l’altra e nulla mai potrai sminuire o cambiare la nostra amicizia perché siete e sarete sempre SORELLE per me…
Grazie allo Staff-ONE per la dedizione e il focus dimostrato, perché eravate pronti a tutto sempre, per le canzoni del mattino, per il fuoco, per andare a recuperare i copri tondini, per fare le foto o le interviste, collaboratori e non, non è importante perché se ognuno di noi è coerente con quelle semplici 9 regole di vita…si è collaboratori sempre, ma soprattutto lo si è fuori cosa ancora più importante!Si dice che quando si è responsabili di una squadra quando le cose vanno male la responsabilità è di chi guida, ma quando tutto va come deve, beh allora è merito dei componenti della squadra, e sono quindi davvero orgogliosa di dire che è stato tutto MERITO VOSTRO!
Grazie a coach e ad assistenti coach per le magie create nelle vostre squadre per essere stati coloro che hanno permesso a quelle 400 persone di fare i salti di qualità e di raggiungere gli obiettivi per i quali hanno lavorato…



Grazie a Luca, Massimo e Giacomo…non ho parole per esprimere la gratitudine che provo nei vostri confronti, so solo che non vorrei essere in nessun’altra parte del mondo se non accanto a voi!
Ognuno dei 90 minuti giocati, dei tempi supplementari o dei rigori avete giocato in prima linea perché volete essere protagonisti sempre di tutta questa magia non solo nei 4 giorni conclusivi, e la coppa dei mondiali è vostra e la state stringendo tra le mani!
Sapere che se le cose da dietro vanno bene per voi è tutto più facile è ciò che mi muove…Siete straordinari e davvero l’unica cosa che vi posso dire oltre a GRAZIE è che vi voglio un bene infinito!
Grazie di cuore a tutti siamo campioni in carica fino ad Aprile, quando il 4-5-6-7 avremo un’altra finale da giocare…e qualcosa mi dice che vinceremo ancora!

venerdì 1 luglio 2011

YOUR TRAINERS TI REGALA IL ONE!!!



Prima di parlare del nostro evento vorremmo spiegare come ormai l'utilizzo della rete da parte delle persone sia così importante al giorno d'oggi, e di come usarlo bene possa effetivamente migliorare la qualità della nostra vita.
Internet è assolutamente un bene da usare e da sfruttare poiché, avendo una rete globale così vasta, è possibile legare pensieri e idee di persone molto distanti tra di loro, confrontandosi quotidianamente con realtà completamente diverse, imparando dagli altri e crescendo insieme.


Ci siamo, dopo un anno di grandi riultati finalmente stà per arrivare il corso più bello di Your Trainers, il ONE!!
Questa volta però si è deciso di dare qualcosa in più, ovvero la possibilità di poter vincere la partecipazione gratuita al corso; ecco perchè prendendo spunto da idee già collaudate in passato da altre aziende (vedi Fuori dal FornoToyota ), è stata lanciata una particolare iniziativa.
Difatti collegandosi alla pagina Your Trainers Group /contest si potrà direttamente partecipare al nostro contest; la spiegazione dettagliata su come fare la trovate direttamente lì.

Perchè abbiamo deciso di utilizzare questa forma di promozione?
Perchè vogliamo che sempre più persone vengano a conoscenza di questa realtà e di conseguenza abbiano la possibilità di potersi regalare un esperienza meravigliosa, inoltre abbiamo notato l'enorme successo che questo metodo di premiazione riscuote sul web; il solo fatto di poter partecipare attivamente per poter usufruire di uno sconto o nel nostro caso del completo azzeramento della somma, fa sì che le persone siano invogliate a diffondere il più possibile la notizia coinvolgendo anche gli amici..
Inoltre perchè Your Trainers sà bene quanto al giorno d'oggi sia fondamentale la formazione personale è di quanto sia importante che sempre più persone possano usufruirne nel futuro, per il miglioramento di se stessi, delle relazioni interpersonali e di molti altri aspetti della vita.
Ecco perchè vogliamo dare la possibilità a tutti di poter toccare con mano quanto di meglio abbiamo da offrire, ovvero il ONE..
Non fatevi sfuggire questa opportunità, coinvolgete più gente che potete e aiutateci a far migliorare sempre più persone che hanno deciso di prendere in mano le redini della propria vita.

Buon Contest a tutti!!